Due mani che tengono un'immagine di una famiglia, a rappresentare l'assegno unico

Assegno unico alle famiglie

In data 6 Aprile 2021 è stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale, la Legge Delega 46/2021, che segna l’esordio dell’assegno unico per le famiglie. Si tratta di una delle misure previste dal più ampio progetto di riforma dei sostegni alle famiglie, che prende il nome di Family Act (DDL 2561/2020). L’obiettivo di questa nuova misura è, in particolare, quello di conciliare e riordinare le attuali misure in tema di natalità e genitorialità, nonché di promuovere l’occupazione, soprattutto quella femminile.

L’erogazione dell’assegno unico determinerà la graduale soppressione di misure, quali:

  • l’assegno per il nucleo familiare per famiglie con almeno tre figli minori;
  • l’assegno di natalità;
  • il premio alla nascita (o all’adozione);
  • il fondo di sostegno alla natalità;
  • a regime, le detrazioni IRPEF per figli a carico e l’ANF (assegno per il nucleo familiare).

Chi può richiedere l’assegno unico?

Destinatarie sono le famiglie di tutti i lavoratori dipendenti, di quelli autonomi (in precedenza esclusi), e dei percettori di misure di sostegno al reddito.

Per ogni nucleo familiare, in proporzione all’ISEE, viene riconosciuto un contributo mensile diretto o sotto forma di credito di imposta (compatibile con le altre forme di sostegno come, per esempio, il reddito di cittadinanza). Questo avviene per ogni figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza e fino a 21 anni di età (oltre i 21 anni di età solo con figli disabili ancora a carico).

Nuclei familiari con figli maggiorenni a carico

Nel caso di figlio maggiorenne a carico, la misura viene riconosciuta fino al compimento del ventunesimo anno di età, ma ad alcune condizioni. In particolare:

  • il figlio frequenta un percorso di formazione scolastica o professionale, o un corso di laurea;
  • il figlio svolge un tirocinio, ovvero un’attività lavorativa limitata con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale;
  • il figlio è registrato come soggetto disoccupato e in cerca di lavoro presso un Centro per l’Impiego, o un’Agenzia per il lavoro;
  • il figlio svolge il servizio civile.

A richiesta, il figlio maggiorenne può ricevere la misura di sostegno direttamente.

In caso di separazione

L’assegno unico viene ripartito in misura pari tra i genitori. In caso di separazione legale, divorzio o cessazione degli effetti civili del matrimonio, e in mancanza di altri accordi, il ricevente diventa il genitore individuato come affidatario.

Alcune maggiorazioni

Inoltre, sono previste maggiorazioni degli importi nel caso di:

  • madri di età inferiore a 21 anni;
  • figli successivi al secondo;
  • nuclei all’interno dei quali siano presenti figli con disabilità.

Tuttavia, come si legge già in dottrina, “poiché la legge delega non individua le classi di progressività della nuova misura in funzione del valore dell’ISEE, è difficile oggi poter stimare i vantaggi o gli svantaggi apportati dalla nuova misura rispetto a quelle che dovrebbe andare a sostituire”.

I requisiti per poter beneficiare dell’assegno unico

I genitori richiedenti devono possedere, cumulativamente, i seguenti requisiti:

  • essere cittadini italiani, o comunitari, o risultare familiari di uno di essi;
  • possedere il diritto di soggiorno, o diritto di soggiorno permanente;
  • essere cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale;
  • essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residenti e domiciliati, con i figli a carico, in Italia per l’intera durata del beneficio;
  • essere stati o essere residenti in Italia per almeno due anni (anche non continuativi), ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Attuazione e tempistiche della nuova misura legislativa

Ad ogni modo, si dovrà attendere l’emanazione dei conseguenti decreti legislativi da parte del Governo (entro un anno dalla pubblicazione della Legge Delega in Gazzetta Ufficiale) e, successivamente, degli specifici decreti ministeriali che diano piena attuazione alla misura in esame.

Infine, come giustamente indicato da qualche autore, “in assenza delle disposizioni attuative, è lecito domandarsi se questa erogazione sarà gestita solo dal datore di lavoro oppure dall’Inps, o congiuntamente dai due, come avviene ad esempio oggi per l’assegno nucleo familiare”.

La misura sarà già operativa nel mese di Luglio 2021. Non ci resta che attendere gli sviluppi dell’iter legislativo in un momento emergenziale sicuramente ancora molto intenso.

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