Scopri tutti gli incentivi alle assunzioni 2026: bonus giovani, donne, ZES e nuove misure. Requisiti, durata e quando si perde il beneficio.
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Incentivi alle assunzioni nel 2026: guida completa per imprese e HR

Articolo in continuo aggiornamento. Le informazioni attualmente contenute sono aggiornate alle novità sugli incentivi alle assunzioni 2026 presenti nella Legge 27 febbraio 2026 n. 26, di conversione del Decreto Milleproroghe 2026, e alle comunicazioni del Ministero del Lavoro del 4 marzo 2026. 

In breve: incentivi assunzioni 2026

Bonus giovani under 35 → fino a 70% contributi
Bonus donne svantaggiate → 100% contributi
Bonus ZES → fino a 650 € al mese
Bonus madri con tre figli → fino a 8.000 € annui
Maxi-deduzione → 120% costo del lavoro


Bonus giovani, bonus donne, ZES, madri con tre figli, maxi-deduzione: strumenti, platee e scadenze diverse con cui responsabili HR, imprenditori e amministratori devono destreggiarsi. 

Nel 2026 il sistema degli incentivi alle assunzioni non deriva da un’unica fonte normativa, ma è il risultato di interventi stratificati nel tempo: alcune misure sono state introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, altre prorogate dal decreto Milleproroghe 2026 – convertito nella Legge 27 febbraio 2026 n. 26 – , mentre altre ancora erano già in vigore negli anni precedenti e continuano ad applicarsi.

Il quadro degli incentivi alle assunzioni nel 2026 

Il 2026 si è aperto con un sistema di incentivi alle assunzioni articolato, che può essere letto su tre livelli:

  • misure strutturali, già in vigore negli anni precedenti e applicabili senza scadenza
  • misure temporanee, introdotte o prorogate negli ultimi interventi normativi e caratterizzate da finestre specifiche
  • misure non ancora operative, previste dalla Legge di Bilancio 2026 e in attesa dei decreti attuativi o delle istruzioni operative

Le misure temporanee derivano in larga parte dal D.L. 60/2024 (c.d. “Decreto Coesione”), convertito in L. 95/2024, inizialmente previste fino al 31 dicembre 2025 e successivamente prorogate dal decreto Milleproroghe 2026, con finestre temporali differenziate a seconda dell’incentivo.

Gli incentivi strutturali alle assunzioni

Anche per il 2026 viene confermata la maxi-deduzione del costo del lavoro. Si tratta di una misura fiscale strutturale, distinta dagli incentivi contributivi e non collegata alla Legge di Bilancio 2026. 

Introdotta dal D.Lgs. 216/2023 nell’ambito della riforma fiscale e applicabile fino al periodo d’imposta 2026, consente alle imprese di dedurre il 120% del costo del lavoro per ogni nuova assunzione a tempo indeterminato che comporti un incremento reale dell’organico. La deduzione sale al 130% per l’assunzione di lavoratori meritevoli di maggiore tutela, individuati nell’Allegato 1 del D.Lgs. 216/2023 (consultabile qui: Categorie di lavoratori meritevoli di maggior tutela). 

Non si tratta di uno sgravio contributivo: la misura non riduce i contributi da versare, ma aumenta il costo del lavoro fiscalmente deducibile, riducendo così l’imponibile su cui si calcolano le imposte.

Condizione necessaria: l’incremento occupazionale deve essere reale e mantenersi nel tempo, in termini di incremento medio dell’organico rispetto all’anno precedente. Una riduzione successiva dell’organico potrebbe, quindi, compromettere il beneficio.

Si tratta di una misura strutturale introdotta dalla Legge 205/2017, applicabile a regime e tuttora vigente, in quanto non soggetta a scadenza né a proroghe annuali. Riguarda l’assunzione — o la trasformazione a tempo indeterminato — di lavoratori che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato e non abbiano compiuto 30 anni.

Lo sgravio è pari al 50% dei contributi a carico del datore, fino a 3.000 euro annui, per 36 mesi.

L’esonero può salire al 100% per l’assunzione di studenti che abbiano svolto presso lo stesso datore percorsi di alternanza scuola-lavoro, o apprendistato.

L’incentivo non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato.

Gli incentivi alle assunzioni con scadenza nel 2026 

Il Bonus Giovani previsto dal D.L. 60/2024 riguarda l’assunzione o la trasformazione a tempo indeterminato di lavoratori under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato. 

Per le assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026, l’esonero:

  • è pari al 70% dei contributi a carico del datore
  • ha il limite di 500 euro mensili/550 euro per le aziende situate nella ZES Unica Mezzogiorno
  • ha una durata di 24 mesi

L’aliquota può arrivare al 100% nei casi in cui l’assunzione determini un incremento occupazionale netto, calcolato secondo il criterio delle Unità di Lavoro Annue (ULA) rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. In assenza di incremento occupazionale netto, l’esonero è riconosciuto nella misura del 70%.


Attenzione: il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore incentivato — o di un lavoratore con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva — effettuato entro 6 mesi dall’assunzione comporta la revoca dell’esonero e il recupero di quanto già fruito. L’efficacia della misura resta inoltre subordinata alle autorizzazioni previste a livello europeo.

Il Bonus Donne riguarda l’assunzione a tempo indeterminato di donne in condizioni di svantaggio occupazionale.

Il Milleproroghe ha prorogato la misura per tutto il 2026, mantenendo le condizioni originarie:

  • esonero del 100% dei contributi previdenziali
  • limite di 650 euro mensili
  • durata di 24 mesi

Rientrano nella platea le donne che soddisfano almeno uno di questi requisiti:

  • prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi
  • prive di impiego da almeno 6 mesi, se residenti nelle regioni ZES Unica
  • occupate in settori con accentuata disparità occupazionale di genere

Condizione necessaria: l’assunzione deve determinare un incremento occupazionale netto, cioè un aumento effettivo dell’organico aziendale rispetto alla media dei 12 mesi precedenti, e non una semplice sostituzione di personale.

Il Bonus ZES Unica Mezzogiorno (art. 24 L. 95/2024) è rivolto ai datori di lavoro privati con non più di 10 dipendenti che assumono a tempo indeterminato lavoratori:

  • over 35 
  • disoccupati da almeno 24 mesi
  • ubicati nelle regioni della ZES Unica Mezzogiorno

Per le assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026, l’esonero consiste in:

  • 70% dei contributi a carico del datore
  • fino a 650 euro mensili
  • durata di 24 mesi

L’aliquota può arrivare al 100% nei casi in cui l’assunzione determini un incremento occupazionale netto.

Attenzione: il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore incentivato — o di un lavoratore con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva — effettuato nei 6 mesi successivi all’assunzione comporta la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito.

Le novità della Legge di Bilancio 2026 

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un incentivo per l’assunzione di lavoratrici madri con le seguenti caratteristiche:

  • madri di almeno tre figli minori di 18 anni
  • prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi

L’agevolazione consiste in:

  • esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro
  • esclusi i premi INAIL
  • nel limite massimo di 8.000 euro annui, riparametrati su base mensile

La durata varia in base alla tipologia di contratto:

  • 12 mesi per assunzioni a tempo determinato (anche in somministrazione)
  • 24 mesi per assunzioni a tempo indeterminato
  • fino a 18 mesi complessivi in caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato

L’esonero:

  • non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato 
  • non è cumulabile con altri esoneri contributivi
  • è compatibile con la maxi-deduzione del costo del lavoro (D.Lgs. 216/2023)

La misura è riconosciuta nel limite delle risorse stanziate ed è operativa in attesa delle istruzioni applicative dell’INPS.

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un diritto di priorità nella trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, al fine di favorire la conciliazione tra attività lavorativa e vita privata.

Il diritto spetta ai lavoratori e alle lavoratrici con:

  • almeno tre figli conviventi
  • fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo

In presenza di figli con disabilità, il diritto non è soggetto a limiti di età. 

La trasformazione può riguardare:

  • il passaggio da tempo pieno a tempo parziale (orizzontale o verticale)
  • la rimodulazione della percentuale di lavoro nei rapporti già a tempo parziale

Condizione necessaria: la riduzione dell’orario di lavoro deve essere pari ad almeno il 40%.

Per incentivare l’applicazione del diritto di priorità nella trasformazione da part-time a full-time, la Legge di Bilancio 2026 riconosce un esonero contributivo ai datori di lavoro che accolgono tali richieste. 

L’agevolazione consiste in:

  • esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore
  • esclusi i premi e contributi dovuti all’INAIL
  • nel limite massimo di 3.000 euro annui, riparametrati su base mensile
  • per una durata massima di 24 mesi dalla trasformazione

L’esonero:

  • non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato
  • non è cumulabile con altri esoneri contributivi 
  • è compatibile con la maxi-deduzione del costo del lavoro (D.Lgs. 216/2023)

La misura è riconosciuta nel limite delle risorse stanziate ed è operativa in attesa del decreto attuativo e delle istruzioni INPS.

Condizione necessaria: la trasformazione non deve comportare una riduzione del monte ore complessivo dell’unità produttiva.

La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un ulteriore esonero contributivo volto a favorire:

  • l’occupazione giovanile stabile
  • le pari opportunità nel mercato del lavoro per le donne in condizioni di svantaggio
  • lo sviluppo occupazionale nelle aree della ZES Unica Mezzogiorno

L’incentivo consiste in un esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, per una durata massima di 24 mesi, applicabile alle:

  • assunzioni a tempo indeterminato
  • trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato

effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026.

Percentuali, massimali e requisiti specifici saranno definiti con decreto attuativo del Ministero del Lavoro. 

La definizione della misura terrà conto degli effetti occupazionali degli incentivi già previsti dal D.L. 60/2024.

Quando si perde l’incentivo alle assunzioni

Gli incentivi alle assunzioni sono soggetti ai principi generali di fruizione previsti dall’art. 31 del D.Lgs. 150/2015.

Questo significa che il beneficio non si consolida al momento dell’assunzione, ma resta soggetto a verifica nel tempo.

Le cause più frequenti di decadenza

Licenziamenti nei mesi successivi

Per alcune misure specifiche – come il Bonus Giovani e il Bonus ZES – il licenziamento per giustificato motivo oggettivo entro 6 mesi dall’assunzione del lavoratore incentivato comporta la revoca del beneficio. La revoca può scattare anche se, nello stesso periodo, viene licenziato un lavoratore con qualifica analoga nella stessa unità produttiva.

Mancato incremento occupazionale

Alcuni incentivi richiedono un incremento occupazionale netto, calcolato secondo il criterio delle Unità di Lavoro Annue (ULA).

Se nei mesi successivi l’organico si riduce e viene meno tale incremento, l’agevolazione può:

  • ridursi (ad esempio passando da aliquota piena a ridotta)
  • essere revocata, nei casi previsti dalla normativa

Irregolarità contributive e violazioni normative

Il datore di lavoro deve mantenere:

  • DURC regolare
  • rispetto dei contratti collettivi applicabili
  • assenza di violazioni gravi della normativa sul lavoro

Errori procedurali

Per alcune misure, la domanda deve essere presentata tramite il Portale delle Agevolazioni INPS (ex DiResCo) prima dell’assunzione.

Ulteriori adempimenti operativi

È inoltre previsto, in attesa del decreto attuativo, l’obbligo di pubblicazione delle posizioni aperte sul portale SIISL, quale condizione per l’accesso alle agevolazioni.

Cosa verificare prima di pianificare un’assunzione incentivata nel 2026

Prima di scegliere quale misura applicare, è utile verificare:

  • se il lavoratore rientra nella platea del beneficio (età, genere, stato occupazionale, eventuali precedenti contratti a tempo indeterminato)
  • se l’assunzione richiede un incremento occupazionale netto, condizione prevista solo per alcune misure e spesso determinante per l’accesso o per l’aliquota piena
  • quali vincoli operano nei mesi successivi (ad esempio divieti di licenziamento o obblighi di mantenimento dell’incremento occupazionale)
  • se le misure sono cumulabili tra loro (gli esoneri contributivi non sono generalmente cumulabili tra loro, mentre possono coesistere con incentivi fiscali come la maxi-deduzione del costo del lavoro, nei limiti previsti dalla normativa).

Come gestire gli incentivi?

Nel 2026 il vero rischio non è perdere un incentivo, ma utilizzarlo senza averne governato tutte le condizioni. È infatti nella fase successiva all’assunzione — tra vincoli, verifiche e cambi organizzativi — che si definisce la corretta fruizione dell’incentivo. 

Non si tratta solamente di individuare la misura corretta, ma anche di impostare un impianto coerente e sostenibile nel tempo, evitando criticità che possono emergere anche a distanza di mesi.

Primo confronto orientativo


Domande frequenti sugli incentivi alle assunzioni nel 2026

Nel 2026 sono attivi diversi incentivi alle assunzioni, tra cui l’esonero contributivo giovani under 30, il Bonus Giovani under 35, il Bonus Donne svantaggiate, l’incentivo ZES Unica e il bonus per madri con tre figli.

A questi si aggiunge la maxi-deduzione fiscale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Alcune misure sono strutturali, altre temporanee o in attesa di attuazione.

In assenza di incremento occupazionale, l’esonero è riconosciuto nella misura ridotta del 70%.

Il Bonus Giovani under 35 dura fino a 24 mesi.

Prevede un esonero contributivo fino al 70% dei contributi a carico del datore di lavoro, con un limite di 500 euro mensili. L’aliquota può arrivare al 100% in presenza di incremento occupazionale netto.

Sì, il bonus per l’assunzione di donne svantaggiate è attivo nel 2026.

Prevede un esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili per 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, nel rispetto dei requisiti di svantaggio occupazionale previsti dalla normativa.

Nel 2026 è previsto un esonero contributivo del 100% per l’assunzione di madri con almeno tre figli di età inferiore a 18 anni. 

Il beneficio può arrivare a 8.000 euro annui e ha durata variabile: fino a 12 mesi per contratti a termine e fino a 24 mesi per assunzioni a tempo indeterminato.

Un incentivo alle assunzioni può essere revocato se non vengono rispettate le condizioni previste dalla normativa. 

Le cause più frequenti sono il licenziamento nei mesi successivi, la perdita dell’incremento occupazionale, irregolarità contributive o errori nella procedura di richiesta